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Il ritrovo degli scrittori, Lucca 18-20 Agosto 2017

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Il ritrovo degli scrittori, Lucca 18-20 Agosto 2017

Finalmente a voi il resoconto di queste due giornate. invito coloro che erano presenti a integrare o a segnalare eventuali errori. non sono voluti, è che alla fine…

Primo ritrovo globale di Scrittori per Sempre, 18-20 agosto 2017
(vaghi ricordi)

18 agosto

Alle 18:30 io e mia moglie Anna siamo al casello di Altopascio.
Mentre mi accingo a pagare, Anna scorge, nella corsia a fianco, la Panda color improbabile di Ecly.
Lo chiama, lui la vede e risponde.
Ci fossimo dati appuntamento, non ci saremmo trovati, ne sono sicuro. Certe cose accadono solo perché devono accadere, senza altri motivi.
Appena passato il casello, al di là della strada vedo un cartellone retto da una donna: c’è scritto SPS. È Caipiroska che ci accoglie.
Dopo le presentazioni di rito, durante le quali conosciamo anche Sara, la ragazza arrivata con Ecly, seguiamo Caipiroska fino a casa, passando nelle campagne lucchesi.
Nel parco, chiamarlo giardino sarebbe davvero riduttivo, troviamo per primo Dodò, il cane di casa, che ci annusa e decide se possiamo rimanere o meno. Il nostro impatto su di lui è positivo, anche perché instaura un rapporto particolare con Sara (non la mollerà più, o quasi).
Caipiroska ci mostra le camere, noi depositiamo i bagagli e poi ci accomodiamo attorno a un tavolo, tra gli alberi del parco.
Dopo poco arrivano Achillu e la sua Lady, Stella, con le bimbe che, notata una batteria davanti casa, vi si precipitano e iniziano a far baccano con le percussioni. Si divertono.

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A poco a poco, compaiono sul tavolo svariate cose: prosciutto, melone, salumi, formaggi, patatine, arachidi, vini, acqua…
Iniziamo a spiluccare e subito arriva una telefonata. Stefia sta arrivando.
Io e Caipiroska andiamo a recuperarla, portando con noi il cartello di SPS. Venti minuti dopo siamo di nuovo a tavola, tutti insieme.
La cena si protrae a lungo e nel frattempo ci raggiungono Rossano, marito di Caipiroska, e i tre figli. Tutti davvero simpatici.
Le chiacchiere fanno sì che ci si alzi dopo le una di notte. Non sono più abituato, ma nemmeno mi sono accorto del tempo che passava.

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19 agosto

Dopo una bella dormita ci vuole una buona colazione e così, dietro indicazione di Caipiroska, raggiungiamo una pasticceria dove acquistiamo un buon numero di brioches. L’aspetto era buono, il sapore si rivela ottimo, soprattutto se si considera che vengono consumate in un parco, nella quiete assoluta della zona, e accompagnate da un buon caffè.
Ricompaiono Ecly e Sara, arrivano Achillu e famiglia e poi, verso le 11, giunge la chiamata di Vivonic.
Mi faccio trovare all’uscita dell’autostrada; eccoli, con lui e Parnassius c’è anche Arianna.
Li accompagno al punto di ritrovo, da Caipi, dove facciamo conoscenza reciproca (con Arianna, gli altri sono due vecchi) e discutiamo un poco, poi usciamo per pranzo.

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Nel pomeriggio arrivano anche Dalcapa, con moglie e figlia, Maripao e Triss.
Verso le 17 Caipiroska ordina la partenza. Seguendola arriviamo a Montecarlo, un borgo poco distante, dove ci viene offerto un assaggio di vini locali. Una ragazza ci fa poi da guida, spiegandoci la storia del paese e, successivamente, quella di un affresco presente in una chiesa che in seguito visitiamo. Ci porta anche a visitare un teatro, il “Teatro dei Rassicurati”, storico, e ci mostra le mura della città.

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Sono le 19 quando Caipiroska ci porta fuori dal borgo e ci guida lungo strade sterrate fino a raggiungere un bosco. Qui troviamo il guardiano: una quercia plurisecolare di dimensioni enormi, con tante braccia che si diramano. L’impatto è meraviglioso, sia dal punto di vista visivo che emotivo. Valeva davvero la pena di arrivare fin qua per vederla.
Ovviamente ci si sbizzarrisce con una serie di foto ricordo, non si può farne a meno.

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Ripartiamo versa casa, dove ci aspetta la cena. Su di un tavolo troviamo svariati prodotti, portati da alcuni di noi, e partiamo con gli assaggi.
Ecly ha portato un pezzo di guanciale col quale viene preparata una bella carbonara, nel frattempo Rossano sta grigliando carne e verdure.
Un grazie sincero a lui e alla sorella, che ha dato una mano non da poco nella preparazione della cena.
Dopo una notevole abbuffata, Caipiroska ci propone alcuni indovinelli, con i quali ci divertiamo parecchio.
Al termine, chiacchiere, discussioni, opinioni e tanto altro, innaffiati da buon vino.

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20 agosto

Arrivano alla spicciolata. Arianna, Achillu e tribù, Stefia, Dalcapa, Maripao, Triss, Vivonic, Parnassius, Ecly.
Ovviamente ci siamo anche io e Caipiroska, nonché tutti gli accompagnatori, compresi Rossano e figli.
Una bella colazione nel parco, allietata poi dall’esibizione di un duo inedito: Vivonic voce e chitarra, Ferdinando (primogenito di Caipiroska) alla batteria.
Dopo un paio di pezzi si aggiunge Achillu con un’altra chitarra e, in seguito, anche Rossano e la sua tromba partecipano con trasporto.

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Poco dopo le 11 si parte alla volta dell’agriturismo che ci ospiterà per il pranzo.
È un posto splendido, come tutto quello che abbiamo visto finora, dotato anche di una piscina nella quale alcuni di noi vanno a trovare ristoro.
Il pranzo pare quasi matrimoniale. Aperitivo con bocconcini, antipasti a iosa, due primi, carni miste, contorni vari. Vino bianco (traditore) e rosso.
Per suggellare cosa poteva arrivare? Ovvio, la torta di SPS!

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Lentamente il gruppo si scioglie, per cause di forza maggiore.
Per primo ci lascia Achillu, le cui bimbe sono piuttosto stanche, poi anche gli altri se ne vanno.
Nel parco di Caipiroska torniamo io, Ecly, Vivonic, Parnassius e Arianna.
Ultimi saluti e abbracci, poi io e mia moglie Anna lasciamo quel bel posto. Con dispiacere.

Sono state due giornate intense, dove il rapporto via rete si è trasformato in diretto, andando probabilmente a modificare alcuni nostri pensieri o idee.
In conclusione, posso dire di aver conosciuto delle belle persone in un bel posto.
Un grazie particolare va a Caipiroska, vera artefice di questo incontro, e a suo marito Rossano, che ci ha sopportati.
Ma un grazie va anche a tutti coloro che sono stati presenti, onorando di fatto il forum.
Peccato per chi non è potuto esserci, ma ci saranno altre occasioni.

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Non è il nostro primo raduno, non sarà l’ultimo, ma ogni volta è una roba unica.
Trascendere lo schermo gelido di un monitor e trasformare volgari codici binari in facce, in dialetti, in espressioni, in suoni di risate, in caratteri tangibili, in discussioni infervorate sulle d cacofoniche o sul micidiale ego dello scrittore tipico, vedere quanto di buono ci sia dietro al nickname che ogni volta asfalta i nostri racconti, osservare come uno scrittore di splatter cura la sua famiglia senza sterminarla, sorridere a due amiche scrittrici che sul forum se le suonano viaggiare insieme in treno e sbagliare stazioni perché erano troppo intente a chiacchierare, prendere atto di come lo schermo del nostro pc sia ingannevole, nel vedere quanto un moderatore o un admin quasi sempre scambiati per inquisitori del forum siano in realtà capaci di emozionarsi, urlare insieme agli altri un saluto in coro dentro un cellulare per un’admina che soffriva per non essere potuta venire…
Tutto questo, e altre piccolezze simili, signori miei, sono magie, e avvengono anche se non ci credete. Perché tutti sogniamo di essere scrittori e in quanto tali abbiamo il compito di rendere credibile l’incredibile.
E di renderlo eterno.
Scrittori Per Sempre.

Vi amo

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Se io fossi un animale – Presentazione antologia

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Giorno 1 – Prologo

Non c’è che dire, Piombino è proprio un bel paesetto, piccolo ma bello e pieno di vita (almeno in quel Sabato sera che ha visto il nostro approdo).
Vi narrerò di quel giorno, ovviamente dalla mia prospettiva soprattutto per quel che riguarda il viaggio.
A beneficio di chi è scampato alla campagna mediatica al riguardo, è giusto dire che da un paio di mesi abito accanto a ti-s&family, in un casolare di campagna con l’aria e l’acqua più buoni del West, con l’orto, le galline, i topi e tutti i particolari necessari a completare la performance.
E’ stata ti-s, infatti, ad accompagnarmi a Santhia per prendere il treno verso Milano. A Santhia ebbe luogo il celeberrimo incontro con la sempre splendida Bosone, che proprio non riusciva a venire, per la consegna delle magliette sopravvissute, e in particolar modo di otto capi arancioni di taglia 8-12.
Dopo il classico addio fra commilitoni (batti il cinque, batti il pugno e poi puff-banana) presi il trenino per Milano, dove ho avuto il piacere di conoscere Zacmail, alias Alfio Nicosia.
Abbiamo condiviso il viaggio sulla sua mostruosa Volvo fino a Piombino, cogliendo l’occasione per conoscerci, chiacchierare e risparmiare un’oscenità su quello che avremmo speso viaggiando da soli con altri mezzi.
Ci siamo presentati al nostro modesto Hotel alle 19.50 e, otite otite, abbiamo trovato ad accoglierci nientemeno che un’O’hara dal solito sorriso unico al mondo, seppur bollita dal viaggio, il sempreverde mangal con la squisitissima moglie Anna e sua altezza Vlad l’impalatore, tutti e tre freschi e profumati come fiori di lillà.
Tutti e sei avevamo una fame che iniziavamo a guardar male l’albergatore, che aveva addosso tanta roba da poter sfamare l’intera Piombino. Alla fine siamo riusciti a prenotare al Big Joe, con solo un’ora di attesa, che abbiamo impegnata passeggiando fino a Palazzo Appiani, dove l’indomani avrebbe avuto luogo lo show.
Passeggiata che ha visto le due donne chiacchierare di svariati argomenti e i tre uomini farsi venire il torcicollo a furia di girarsi per guardare l’ondeggiante panorama. Dico tre perché mangal ha tenuto una condotta impeccabile, onde evitare di venir preso a scudisciate una volta rientrato in hotel.
Piazza Bovio, Palazzo Appiani e il mare di notte sono uno spettacolo da togliere il fiato, sapetelo.
Siamo entrati al Big Joe con le allucinazioni, per la fame. In seguito mi hanno detto che avevo iniziato a mangiare i tovaglioli, scambiandoli per bruschette assortite. Dopo una nutrita fornitura di zonzelle fritte io, O’hara, mangal e Anna abbiamo ordinato pizze farcite in modo abominevole (almeno io), Vlad un’insalata greca per tre e il buon Zacmail si è spazzolato una tagliata di manzo per quattro. Nel tentativo di prendere un bicchiere mi sono preso pure un morso da O’hara, che pensava volessi attentare alla sua pizza. Ecco una foto in cui ci sono io seduto accanto a Vlad e Zacmail, che sono in piedi (scherzo eh).

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Dalla parte opposta del tavolo, ecco a voi il trio medusa (ditemi che mangal non assomiglia a Bruce Willis), siore e siori:

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Dopo chiacchiere, risate e vino alla uso Bukowski, abbiamo salutato Vlad, mangal e Anna (che alloggiavano in altri nidi) e ci siamo diretti ai nostri alloggi, riuscendo a perderci anche nei cento metri quadrati che compongono il comune di Piombino.

Giorno 2 – La presentazione

Quando scesi sotto con la mia classica voglia aberrante di caffè, O’hara era già bella che in tiro, mentre Zacmail da un paio d’ore era in giro per il paese, al punto da poterne disegnare una piantina aggiornata fino alle ultime buche.
Mentre sorseggiavamo il caffè, un tocco sulla spalla et voilà, Audrey Hepburn in persona, con il marito Ciro, la mamma e due bellissime figlie. Ad accompagnarli c’era il nostro vampiro, e chiacchierando ci siamo diretti a Palazzo Appiani, che è questo:

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E questa è una visuale panoramica della piazza e del mare prospiciente:

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Fausto e Anna erano già dentro ad aspettarci. La nostra sala era pronta, con i libri in bella mostra, un proiettore che mandava le immagini di SPS a ciclo continuo e persino le bottigliette d’acqua. Sistemate le magliette che mi portavo dietro (faticosa la vita del presidente) eravamo pronti. Il fatto che fosse Domenica mattina (era l’unico giorno disponibile) e il tempo minaccioso non lasciavano molto spazio alle aspettative e invece pian piano la gente è arrivata, accomodandosi in attesa dell’inizio, che ha avuto inizio quando sono arrivati i bambini accompagnati dalle suore. Il 4 Ottobre è la festa di San Francesco, ed è stato quindi un piccolo miracolo che siano riusciti a venire, anche se non tutti. Non voglio perdermi in particolati inappropriati, ma chiunque di voi, vedendoli come li abbiamo visti noi, avrebbe notato a colpo d’occhio quanto sia problematica la loro situazione, di questi bimbi peraltro bellissimi e svegli.
Ecco una foto della rappresentanza di SPS, fra i nove disegni dei bambini, copertina compresa:

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Il primo a sinistra, vestito da miliardario in incognito è mangal, quello accanto con la camicia da boscaiolo (cit.Bosone) e la maglietta di SPS sono io, e fianco a me O’hara, la giallista del mio cuor. Dall’altro lato ecco Zacmail, elegantissimo, poi Audrey Hepburn in versione Walk of fame e infine Vlad, vestito come un boss mafioso alla comunione del figlio del suo luogotenente.
L’ouverture è stata di Audrey, che ha spiegato cos’è l’antologia, i suoi intenti e il progetto a lungo termine.
Poi è toccato al vostro amichevole admino di quartiere, spiegare con la solita classe e con la pronuncia del tutto priva di flessioni dialettali, cosa è SPS, cosa siamo noi, persone oltre le cos… oltre i nickname, quali sono i nostri intenti come associazione, cosa già abbiamo fatto e come eravamo fieri di essere lì.

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La parola è poi passata a Vlad, che ha spiegato nei dettagli come si è svolto il concorso ideato dalla vicepresidente Bosone, con le regole, i paletti e le modalità spesso ciniche che hanno seguito tutto il contest, la modalità di voto e tutto il resto.
Una menzione al merito è stata all’unanimità resa al grandioso Asbottino, alias Edoardo Brosio, che non avendo tempo di modificare il suo racconto in base ai parametri richiesti, ha scelto e chiesto in modo che definirei cavalleresco, di ritirare la sua fiaba dall’antologia.
L’applauso a lui dedicato e che qui reitero seppur in modalità virtuale valgono una vittoria al premio strega, ve lo garantisco.

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O’hara e Vlad hanno poi letto brani di una fiaba per categoria, mi ricordo con certezza quelle di Buck, Ylenia, Zacmail Tessa e ovviamente della vincitrice, mentre al momento mi sfuggono gli altri autori.
Brani di spessore, che hanno reso chiaramente l’idea della qualità dei racconti.

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Alla fine, un video di comunicazione attraverso sole immagini e musiche (il termine non me lo ricorderò mai) ha spaziato fra i dipinti dei ragazzi e coloratissime foto, animale per animale. Anche qui, e alla chiusura della presentazione di Audrey, l’applauso non è mancato.
Credo comunque che prima ci sia stata la visione del video e poi le letture dei brani.
Da segnalare in chiusura anche l’intervento estorto alla dottoressa Anna Giorgi, la pedagogista che segue i bambini, che si è dimostrata molto felice di tutto questo e fatto i complimenti a tutti i bravissimi autori.
Quindi ho consegnato con vero piacere le otto magliette di SPS per gli otto piccoli vincitori.
Ha funzionato?
Be’, la sala non era piena, ma tutti quelli che entrando avevano acquistato una copia del libro ne hanno acquistata un’altra uscendo. E se vero che io sono arrivato a Piombino soprattutto per vedere le reazione della gente, è anche vero che non ho perso l’occasione di farlo. Così prima della presentazione ho salutato tutti gli intervenuti, uno per uno, e alla fine mi sono fermato a fare due chiacchiere con loro, agganciandoli all’uscita.
E posso dirvi che il messaggio è passato, e pure bene.
Tutti coloro con i quali ho parlato erano entusiasti dell’iniziativa, del libro che avevano in mano, di SPS e di ciò che stavamo facendo. Li abbiamo emozionati, con la nostra semplicità e soprattutto con la scritta Ecly sulla manica della mia maglietta di SPS. Scherzi a parte, stringendo loro la mano, si percepiva come la forza incontenibile della scrittura avesse fatto breccia nel loro cuore.
E per una buona causa, per giunta.
Nonostante il brutto tempo e la mattinata domenicale, le persone sono andate vie felici di essere venute, persino la ragazza con le fossette sulle guance che si trovava a passare ed è entrata. C’era pure un giornalista mimetizzato con il pilastro e stiamo cercando di rintracciarlo perché scattava foto che sembrava a una partita dell’Inter (Amalaaaaaaaaaaa!)

Infine, dopo esserci salutati con Audrey e famiglia e con Vlad, che trasformatosi in pipistrello è volato al compleanno della moglie, io, O’hara, Zacmail, mangal e Anna abbiamo pranzato al volo in un ristorantino lì accanto dove si è mangiato bene e pagato poco, e dopo i soliti abbracci e le lacrime ci siamo separati per tornare a casa, soddisfatti.

Sì, sono entusiasta, amici miei, e non per la mia maglietta o per l’Inter (anche, neh).
Perché, buona la prima, ho percepito quale grande potenziale abbia la nostra associazione culturale, che spesso soffre le vicissitudini quotidiane come tutte le associazioni gestite da volontari.
Per questo la presentazione verrà ripetuta in altre sedi, dove contiamo di conoscere il più possibile di voi. Milano, Biella, Roma, stiamo lavorando per organizzare, e se avete idee, tiratele fuori.
Possiamo far bene e lo faremo, giorno per giorno, per sempre.
Siamo scrittori e questa, della scrittura è la magia.

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Grazie di cuore a tutti voi.

P.S: Le foto di Palazzo Appiani e del mare prospiciente sono tratte dal web. Mi riservo di aggiungere altre foto, man mano che le reperisco. Scusate le sfocature. Vi amo.

4 Ottobre 2015 – Se io fossi un animale – Nasce l’antologia di fiabe per bambini più bella d’Italia

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Cari amici, è un piacere per me confermarvi il 4 Ottobre 2015 come data scelta per la presentazione dell’antologia ‘Se io fossi un animale’, di autori vari, frutto del contest che ha visto il confronto fra tanti, bravissimi scrittori.
La locandina di presentazione dell’antologia

e l’annuncio sul nostro bellissimo forum, appena riverniciato.

Vi aspettiamo in tanti, e vi ricordiamo che per ulteriori informazioni e supporto basta chiedere via mp o mail a uno degli admin del forum.

Grazie a tutti.

   Ruben Viola
(il presidente)

Leggi il resto di questa voce

Scrittori in campo

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Mi chiamo Gioele, Gioele Juliano.

Ho lavorato una vita intera come perito chimico in un’acciaieria industriale e per anni ho analizzato, soprattutto, le acque per i processi di raffreddamento dei macchinari. Non che sia stato un lavoro eccezionale, ma moderatamente curioso (perlomeno, mi son sempre raccontato, scoprire i risultati delle analisi biochimiche suscita quel minimo di tensione, di suspense) e ora in pensione da qualche anno, dopo aver gravato la mia inettitudine dal divano al frigorifero per metà della giornata, mi propongo per la restante metà, con flebile slancio motivazionale, di ripiegare i miei interessi sul quartiere.
Così, di sera, prima di rientrare a casa, complice con me stesso di qualche commissione non indispensabile, gironzolo per i campi di calcio dove si giocano tornei amatoriali.
Ieri sera sono stato ai Campi Kennedy e ho visto alcune partite del Torneo Interfacoltà della Federico II.
Veramente non alcune: una. E per dire la verità non ho neanche seguito la partita visto che tutta la sera c’era un ragazzo, in campo, che mi fissava spesso scrutandomi — una faccia già vista probabilmente — uno della squadra-dei-blu.

La maglia

Blu, con una riga gialla sotto al collo e una scritta in petto: Scrittori per sempre. E sotto: Associazione Culturale.
E sopra una immagine a forma di macchia d’inchiostro in cui campeggiava l’acronimo: SPS.

Sono rimasto a bordo campo per tutto il secondo tempo e anche mentre si facevano la doccia, come fossi il padre di uno di loro.
Mi incuriosiva da morire, quel viso, lo sguardo indagatore, e non da meno quella scritta particolare.
Così appena fuori dagli spogliatoi quell’anima lunga con la cresta, mi sono staccato dalle rete di recinzione e:
–  Hey –  gli ho detto – puoi fermarti un attimo?
Mi ha guardato, ha poggiato la borsa a terra. Il primo passo era fatto.
– Prego? Mi ha chiesto guardandomi dritto in faccia.
– Ciao –  gli ho teso la mano che ha stretto con forza, inconsueto per un ragazzo così giovane – mi chiamo Gioele e scrivo articoli sui tornei amatoriali.
– Ciao –  mi ha risposto, senza sorridere – Ruggero, mi chiamo Ruggero.
Bel nome, ho pensato, inusitato.
– Ti ho fermato per farti una domanda: cos’è quella scritta sulla maglia?
– Be’ mi pare che parli da sola. Una Associazione di gente che scrive che ci sponsorizza.
Rilancia leggermente annoiato, forse non si aspettava una domanda del tutto impersonale.
–  Perché?
– Perché cosa?
–  Perché vi sponsorizza e perché avete scelto loro.
– Fra di loro c’è anche mio padre, ma noi non li abbiamo scelti per questo.
– Certo non per Quello, ma per…
–  Intanto perché non ci piaceva portare in giro il nome di un bar o di una pizzeria che non sai mai chi c’è dietro, e poi perché ci sembrava meritevole di pubblicità quello che fanno.
–  E sarebbe?
– Non sai cos’è un Forum di scrittura creativa –  Ma dove vive questo, pensa. Poi prosegue, con una gestualità mimica lievemente accentuata, provocatoria –  Scrivono, leggono, si danno consigli, si correggono e provano anche a farsi conoscere per promuovere altre iniziative.
– Per esempio?
– Hanno fatto una raccolta di racconti, Moment’s Stories mi pare si chiamasse, che, venduta, ha donato fondi a un ospedale in Africa, in Watamu, e loro stessi, per partecipare, si sono autotassati…
– Bello.
–  Hanno partecipato a un concorso promosso da Radio Due per diffondere le tecniche di risparmio energetico,…
– Interessante, davvero.
–  E ogni tanto se ne inventano una nuova. Tutto va bene per diffondere la cultura del leggere, oltre che di scrivere, visto che pare che ci sono più scrittori che lettori, in Italia.
– E tu, a quale categoria fai parte…
–  Alla prima, ma con poco successo. Per ora leggo i testi universitari, e mi avanzano pure.
Ridiamo, per la prima volta. Spontaneamente, guardandoci negli occhi, come fossimo davvero padre e figlio. Poi, Ruggero:
–  Così quando ho proposto a mio padre di verificare se avessero avuto interesse a sponsorizzarci, hanno aderito subito. Siamo gratificati di trarre qualcosa di utile da una attività che ci diverte pure, eccome.
–  Bravi. Davvero un bel matrimonio.
–  Grazie.

Stiamo per separarci, quando non me la sento di lasciarci così e, voltandomi indietro, chiedo – ma che avete fatto stasera?
–  Abbiamo perso, male, per sfortuna, ché eravamo uno in meno per tutto il secondo tempo. Loro erano comunque più forti.
–  Questa è sportività.
Ride, Ruggero, e mormora:
– Certo, se avessimo vinto…
Alza le spalle. Ha i contorni del volto molto scolpiti e uno sguardo che attanaglia l’anima.
Ci stringiamo, prima di lasciarci, ancora la mano e azzardo una piccola pacca sulla spalla, né troppo piano ché il segno di permanenza gli rimanga ancora per qualche minuto, né forte per non essere indiscreto e mostrare dunque un semplice gesto d’affetto.
Torno a casa nutrendo una piccola, ulteriore speranza per il mio futuro imminente di lettore in pensione; per il futuro avvenire dell’Associazione; per quello del nuovo amico che ho incontrato, Ruggero, augurandomi di incontrarlo ancora, se non altro per riassaporare la severità di uno sguardo così giovane; e per il futuro di questa Città, ché non si estingua mai la sete di sapersi inventare.

  Gioele Juliano

 

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La spettacolare maglia indossata