Over the rainbow

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Questa settimana ci inoltriamo nel territorio impervio delle cover, brani famosi cantati (o semplicemente suonati) da artisti diversi da quello originale.
Le cover sono, sostanzialmente, di due tipi, quelle che ricercano l’assoluta fedeltà all’originale (basti pensare alle decine di tribute band più o meno ufficiali di questo o quel gruppo) e quelle che se ne distaccano, anche marcatamente e deliberatamente.
In questo caso credo sia più corretto parlare di “interpretazioni” (non di rado migliori dell’originale) piuttosto che di cover belle e buone.
Fatto questo preambolo, veniamo a parlare del brano che vi propongo questa settimana.
Mi rendo conto solo ora che per la seconda volta in due settimane attingo alla colonna sonora di un film: Il mago di Oz del 1939. Nella versione originale il brano è cantato da Judy Garland attrice, cantante e ballerina statunitense nonché madre di Liza Minnelli.
Sì, stiamo parlando di (somewhere) Over the raimbow, premiata nel 1981 con il Grammy Hall of Fame Award, eletta  dai discografici statunitensi miglior canzone del XX secolo e divenuta nel tempo  uno dei più grandi inni del movimento di liberazione omosessuale.

 

 

Carica di onorificenze, la canzone è stata ripresa da un numero industriale di altri cantanti fra i quali citiamo solo — facendo torto a decine di altri artisti di rilevanza mondiale — Ella Fitzgerald, i Deep Purple (http://www.youtube.com/watch?v=ouGEcIUVc-I ), Aretha Franklin,  Ray Charles, Rufus Wainwright, e la nostra Malika Ayane  ( http://www.youtube.com/watch?v=CgPBy23WbXE&feature=kp ).
Ma la versione che vi proponiamo ha in sé qualcosa di speciale: ascoltatela prima di proseguire oltre.

 

 

Il brano è cantato da Israel Kamakawiwo’ole (IZ per gli hawaiani) che si accompagna con l’ukulele.
Il video che vi proponiamo (100 milioni di visualizzazioni ) è relativo proprio alla cerimonia di dispersione delle sue ceneri nell’Oceano.
IZ, deceduto nel ’97 a 38 anni per una patologica forma di obesità, è quel gigante dalla voce angelica che compare in svariate inquadrature.
La sua interpretazione, affatto particolare, è stata sfruttatissima ai fini commerciali: incluso nelle colonne sonore di diversi film (Scoprendo Forrester, Vi presento Joe Black, 50 volte il primo bacio, Ritorno a Kavai)  in una puntata della serie tv ER, in una puntata di Scrubs, in una di Life on Mars, in una di Cold Case,  come sigla di Cose dell’altro Geo e come jingle di spot pubblicitari.

Ascoltare in maniera comparata questa versione con quelle di Dee della canzone come la Fitzgerald, la Franklin, la Streisand, la Vaugham, di straordinari crooners come Sinatra o Ray Charles, di interpreti sensibili come Wainwraight (che l’ha cantata con la Garland) – indipendentemente dall’impianto musicale adottato – fa comprendere di primo impatto, senza necessità di addentrarsi in pallosi dettagli tecnici, la forza racchiusa nella scarna esibizione di IZ.

Non c’è orchestra o voce divina che regga il confronto con la miscela creata da quelle quattro corde strimpellate e dalla voce profonda di questo gigante (mi ripeto, lo so, ma come lo volete definire uno che pesa 340 kg per 188 cm) che amava i bambini al di sopra di qualsiasi altra cosa e che ora può continuare a cantare “da qualche parte, oltre l’arcobaleno”.

 

Somewhere over the rainbow

Way up high

In the land that I heard of once

Once in a lullaby

Somewhere over the rainbow

Skies are blue

And the dreams

That you dare to dream

Really do come true

Someday I wish upon a star

And wake up where the clouds are far behind me

Where troubles melt like melon drops

Away above the chimney tops

That’s where you find me

Someday I wish upon a star

And wake up where the clouds are far behind me

Where troubles melt like lemon drops

Away above the chimney tops

That’s where you find me

Somewhere over the rainbow

Skies are blue

And the dreams

That you dare to dream

Really do come true

If happy little bluebirds fly

Above the rainbow, why

Oh, why can’t I?

                                                                                                                                 Vladimiro Merisi

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Una risposta »

  1. L’ho sentita per la prima volta in ER. L’ho risentita parecchie volte, senza mai riuscire a sapere chi la cantasse in maniera così struggente. L’ho scoperto da poco, e vederla qui mi fa immenso piacere. Una grande versione, secondo me.

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